Descrizione
Negli anni Duemila, Onorio Bravi, in dialogo con l'architetto Marisa Zattini e il professor Andrea Vitali, concepisce un articolato progetto dedicato ai tarocchi, sviluppato attraverso diverse tecniche artistiche: xilografia, acquaforte, pittura e graffiti. Le prime opere prendono forma intorno al 2010 e il ciclo viene completato nel 2015.
L'intero lavoro è raccolto nel volume Tarocchi e Tarocchi. Allegorie fantastiche, con i testi critici, la curatela e l'editoria di Marisa Zattini, mentre Andrea Vitali approfondisce gli aspetti simbolici e iconografici dell'opera.
La mostra "22 come gli arcani maggiori" ripropone la serie pittorica, considerata la più rappresentativa della ricerca dell'artista. Le opere si distinguono per un uso visionario, fantastico e onirico del colore, che restituisce una personale interpretazione degli Arcani Maggiori. Da questa serie è stato inoltre realizzato un mazzo di tarocchi.
L'artista
Onorio Bravi nasce a Portico di Romagna (Forlì-Cesena) il 2 luglio 1955. Vive e lavora a San Zaccaria (Ravenna). Si avvicina all'arte nella seconda metà degli anni Settanta e successivamente consegue il diploma in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Ravenna.
La sua ricerca attraversa numerosi linguaggi espressivi, dalla pittura alla scultura, dalla scenografia al mosaico, con una particolare dedizione all'incisione, disciplina nella quale ha realizzato oltre 250 lastre.
Negli anni Novanta conduce corsi di incisione e pittura per il Comune di Ravenna. Sue opere grafiche sono conservate nel Repertorio degli Incisori Italiani del Gabinetto Stampe Antiche e Moderne "Le Cappuccine" di Bagnacavallo e presso la Biblioteca Nacional di Madrid, nella Sala Goya.
Di particolare rilievo per la sua formazione è il soggiorno in Algeria nella prima metà degli anni Ottanta, esperienza che ha lasciato profonde tracce nella sua poetica, caratterizzata da richiami etnici e dalle suggestioni culturali del Mediterraneo.
Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private.
Il significato del numero 22
Il numero 22 rappresenta il filo conduttore dell'intero progetto espositivo: richiama i ventidue Arcani Maggiori dei Tarocchi, è presente nel titolo della mostra, ritorna nelle ventidue domande dell'intervista dedicata all'artista e coincide con il numero civico della sede espositiva, la Pallavicini 22 Art Gallery di Ravenna, situata in viale Giorgio Pallavicini 22. Una coincidenza simbolica che rafforza il legame tra il percorso artistico, il luogo della mostra e il tema dell'esposizione.