Descrizione
Attraverso improvvisazione, riscrittura e invenzione, i ragazzi e le ragazze si confrontano con il tema della difficoltà di comunicare. Da un’impossibilità di dirsi, di farsi ascoltare e di capirsi, nasce il bisogno di trovare un modo per raccontarsi e condividere desideri, aspirazioni e aspettative. Dal gioco drammaturgico emerge un immaginario eterogeneo e ricco di pensieri, sogni e fantasie, che restituiscono una grande semplicità nella profondità, una spiccata sensibilità e delicatezza, una sorprendente e insolita visione della realtà. Il risultato è il faticoso tentativo di fare uno spettacolo che sembra non iniziare mai, nato dalla necessità di nominare le cose e così facendo renderle reali, concrete, fattibili, per scoprire insieme che per realizzare un desiderio è necessario prendersi cura delle proprie idee, coltivarle e curarle come un giardino: un giardino segreto a cui accedere disubbidienti e curiosi, per crescere libere e liberi.